AIDS: ANLAIDS, PER 2 GIOVANI SU 5 SI TRASMETTE CON UN BACIO |
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| Scritto da Cybermed, 11-07-2007 19:54 |
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ROMA, 11 LUG - L'Aids? Si trasmette anche con un bacio 'profondo'. Due giovani su cinque ne sono fermamente convinti, mentre uno su cinque crede che da questa malattia si guarisca e che esiste gia' un vaccino in grado di proteggere dall'infezione.
E' quanto emerge da un sondaggio dell'Anlaids, effettuato sul web ed al quale ha partecipato un campione di 4.550 persone, tre quarti delle quali giovani sotto i 25 anni. Un quadro ''sconfortante'' che, ha commentato il presidente Anlaids Fernando Aiuti, delinea ''una grave disinformazione e molta confusione sulle modalita' di trasmissione e sulla gravita' della malattia''. In base al sondaggio, dunque, il 22% del campione crede che sia disponibile un vaccino per prevenire l'infezione e il 18% e' convinto che dall'Aids si guarisca. Ma e' sulle modalita' di trasmissione del virus che si registrano le risposte piu' sorprendenti: per uno su dieci (11%) la pillola anticoncezionale e' in grado di prevenire il contagio e addirittura il 41% sostiene che e' sufficiente un bacio profondo per rischiare di contrarre la patologia. Inoltre, il 14% ritiene erroneamente che sia possibile eseguire il test in farmacia e il 13% che si possa riconoscere una persona sieropositiva solo in base al suo aspetto fisico. Ed ancora: per un inervistato su dieci i casi di Aids nel mondo stanno diminuendo. Molto preoccupato il commento di Aiuti: ''E' gravissima la disinformazione sulle modalita' di trasmissione del virus. Questo e' un segnale sconcertante dopo oltre 25 anni dalla comparsa dell'Hiv e devono far riflettere le conoscenze sbagliate sulla reale gravita' della malattia. Le terapie oggi disponibili - rileva l'esperto - assicurano infatti alle persone sieropositive un'aspettativa di vita sicuramente piu' lunga rispetto a dieci anni fa, ma non esiste alcuna cura definitiva contro l'Aids''. E altrettamto grave, sottolinea Aiuti, e' che tanti giovani siano convinti dell'esistenza di un vaccino, cosa che comporta una certa ''deresponsabilizzazione'' nei comportamenti sessuali. Da qui l'appello del presidente Anlaids: ''E' necessario - ha detto Aiuti - che il ministero della salute e le associazioni riprendano le campagne di informazioni e prevenzione''. Fonte: Ansa/Federfarma
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